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Redazione-

I Castelli Romani verso “Capitale italiana della Cultura 2029”. Un territorio, una visione condivisa

Personalità di altissimo rilievo dal mondo della cultura, dell’arte, della scienza e della comunicazione
sostengono la candidatura dei 17 Comuni.

“Molte voci, una sola candidatura”. È questo lo spirito che ha animato l’incontro di ieri, martedì 27 ottobre, nella prestigiosa cornice di Palazzo Chigi ad Ariccia, dove è stato presentato ufficialmente il Comitato d’onore per la candidatura dei Castelli Romani a Capitale Italiana della Cultura 2029, tra interventi in presenza, videomessaggi e testimonianze di sostegno.

Un appuntamento che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, artisti, scrittori, giornalisti, scienziati, intellettuali e protagonisti della vita culturale del territorio, testimoniando la crescente partecipazione intorno a un progetto che, per la prima volta, vede i 17 Comuni dei Castelli Romani proporsi insieme per un prestigioso riconoscimento nazionale.

Il Comitato d’onore, previsto nel dossier di candidatura Castelli Romani Castelli Domani, raccoglie l’adesione di 34 personalità di rilievo nazionale e internazionale, accomunate da un legame con il territorio o dalla volontà di sostenerne il patrimonio storico, artistico, scientifico e culturale. Non soltanto un riconoscimento simbolico, dunque, ma una rete di competenze, esperienze e relazioni che potrà contribuire concretamente a promuovere la candidatura e a rafforzare l’identità dei Castelli Romani come territorio culturale unitario.

A moderare l’incontro è stato Massimiliano Tommasi, giornalista e Consigliere di amministrazione del Consorzio Sistema Castelli Romani, che ha ringraziato le numerose personalità intervenute e quanti, anche a distanza, hanno raccolto l’invito a partecipare a questa importante sfida collettiva.

Ad aprire gli interventi Roberto Libera, demoetnoantropologo, Consigliere di amministrazione del Consorzio e direttore del Museo Diocesano di Albano, che ha sottolineato il ruolo del Sistema Castelli Romani come garante di una crescita omogenea e collettiva del territorio. La candidatura rappresenta, secondo Libera, un’opportunità per accelerare quel processo di collaborazione e integrazione che consente di superare i confini amministrativi e riconoscere nei Castelli Romani un’unica grande realtà culturale.

A fare gli onori di casa Anita Luciano, assessore del Comune di Ariccia, che ha richiamato il significato del titolo scelto per l’iniziativa, “Molte voci, una sola candidatura”, sottolineando come la forza del progetto risieda proprio nella capacità di far dialogare le differenze, riconoscendole come una ricchezza condivisa.

Un concetto ripreso anche dalla consigliera metropolitana Marta Elisa Bevilacqua, che ha definito la candidatura un’occasione fondamentale per mettere finalmente a sistema esperienze, competenze e patrimoni che già costituiscono un’identità collettiva, ma che possono trovare una nuova forza attraverso una progettualità comune.

È stato poi letto il messaggio di saluto del senatore Marco Silvestroni, oltre che ricordato il sostegno dell’assessore regionale Giancarlo Righini e del consigliere regionale Daniele Leodori.

In un videomessaggio, l’assessore regionale alla Cultura Simona Baldassarre ha espresso apprezzamento per la scelta di unire le forze intorno a un obiettivo condiviso, evidenziando la straordinaria convivenza di storia e scienza che caratterizza i Castelli Romani.

Nel corso dell’incontro sono stati inoltre ricordati i saluti e il sostegno del professor Matteo Martini dell’Associazione Frascati Scienza.

A tracciare le linee del percorso di candidatura, il Presidente del Consorzio Sistema Castelli Romani, Giuseppe De Righi, che ne ha ripercorso le tappe, dalla presentazione della domanda del 1° luglio alla consegna del dossier al Ministero della Cultura, fino ai prossimi appuntamenti della selezione nazionale. Il 16 dicembre è prevista l’individuazione delle dieci città finaliste, mentre tra gennaio e febbraio si svolgeranno le audizioni presso il Ministero. «Quel che ci rende forti è anche il presente, che è un valore: lo sforzo di lavorare insieme per la città dei Castelli Romani e l’abitudine a fare percorsi comuni»; «La nostra forza è saper lavorare insieme», ha sottolineato De Righi. Il presidente ha ricordato come l’originalità della candidatura risieda proprio nell’esistenza di una struttura di cooperazione territoriale consolidata, il Consorzio Sistema Castelli Romani, che nel 2027 festeggerà trent’anni di attività. Un’esperienza amministrativa e culturale che costituisce un punto di forza rispetto ad altre candidature, perché dimostra la capacità del territorio di progettare e operare congiuntamente da molti anni.

De Righi ha inoltre invitato amministrazioni, associazioni, istituzioni scolastiche, operatori culturali e cittadini a diventare protagonisti attivi della candidatura, contribuendo a diffonderne i contenuti e a costruire un’immagine sempre più coesa dei Castelli Romani. «Dobbiamo mettere insieme tutte le nostre potenzialità e cominciare a ragionare in termini comuni», ha ribadito, indicando nella partecipazione e nella comunicazione due strumenti fondamentali per affrontare i prossimi mesi.

Tra gli interventi più autorevoli quello dell’architetto e storico dell’arte Francesco Petrucci, conservatore di Palazzo Chigi e direttore della Rivista Storica “Castelli Romani – Vicende, uomini, folclore”, che ha definito la candidatura «un grande progetto culturale che per la prima volta unisce tutti i Castelli Romani», richiamando l’identità storica e artistica che da secoli caratterizza questo territorio.

Simona Ottaviani, destination manager della DMO Castelli Romani, ha evidenziato le opportunità che la candidatura offre anche in termini di promozione turistica, ricordando gli oltre 500mila pernottamenti registrati nel 2025 e il ruolo della DMO nel raccontare, anche oltre i confini nazionali, un territorio che unisce archeologia, paesaggio, enogastronomia, tradizioni e ricerca scientifica.

Proprio la scienza è stata al centro degli interventi di Paola Gianotti, direttrice dei Laboratori Nazionali di Frascati dell’INFN, e Fabrizio Garzione, direttore del Centro ENEA di Frascati.

Gianotti ha ricordato come i Castelli Romani rappresentino da quasi settant’anni un polo di eccellenza della ricerca scientifica italiana e internazionale, grazie alla presenza di istituzioni quali INFN, ENEA e INAF. Un patrimonio di conoscenze che contribuisce alla vitalità culturale ed economica del territorio e che trova nella candidatura una nuova occasione di valorizzazione.

Garzione ha sottolineato la straordinaria concentrazione di enti di ricerca presenti nell’area e la capacità della candidatura di tenere insieme passato, presente e futuro, esprimendo il pieno sostegno dell’ENEA all’iniziativa.

Un contributo è arrivato anche da Giovanni Profico, direttore generale della ASL Roma 6, che ha manifestato disponibilità a collaborare al progetto, richiamando l’importanza della salute e del benessere delle comunità.

All’incontro sono intervenuti anche Stefano Cecchi, sindaco di Marino, che ha sottolineato la volontà di affrontare la competizione con l’obiettivo concreto di conquistare il titolo, e Fausto Giuliani, sindaco di Colonna, che ha ribadito la necessità di mantenere alta l’attenzione sulla cultura e sulla promozione del territorio.

Edy Palazzi, consigliera regionale e vicepresidente della Commissione Cultura, ha evidenziato l’importanza di coinvolgere le scuole e i cittadini, affinché diventino essi stessi promotori della candidatura, ribadendo che la cultura non appartiene soltanto al passato, ma rappresenta soprattutto una risorsa per il futuro.

Tra le voci del mondo culturale e artistico, il giornalista Luigi Jovino ha ripercorso alcuni dei luoghi e delle testimonianze che rendono unico il patrimonio castellano, dalle vestigia della romanità all’architettura barocca, fino alle tradizioni religiose e alle eccellenze scientifiche.

Sono intervenuti inoltre Luca Attenni, direttore del Museo Diffuso di Lanuvio; Nando Gabbarini, maestro infioratore di Genzano; Salvatore Aricò, attore e regista; lo scrittore Aldo Onorati; il musicista e interprete della tradizione popolare Nando Citarella; l’attore e autore teatrale Giacomo Zito e Massimiliano Valenti, archeologo e docente universitario di Topografia antica, attuale direttore dei Musei Civici di Albano e del Museo Civico archeologico di Artena, oltre che coordinatore scientifico della rete museale Museumgrandtour.

Hanno preso la parola anche Arnaldo Melaranci, assessore alla Cultura del Comune di Genzano di Roma, e Marcello Muzi, vicesindaco di Ciampino.

Presenti i rappresentanti dei Comuni di tutti i Castelli Romani. Tra essi, oltre agli intervenuti al microfono, erano in sala il sindaco di Rocca di Papa Massimiliano Calcagni, il sindaco di Rocca Priora Claudio Fatelli, il presidente del Consiglio Comunale di Lanuvio Alessandro De Santis, l’assessore alla Cultura di Marino Pamela Muccini, il sindaco di Monte Porzio Catone Massimo Pulcini.

Uno dei momenti più coinvolgenti dell’incontro è stato dedicato ai videomessaggi delle personalità che, pur non potendo partecipare fisicamente, hanno voluto testimoniare il proprio sostegno alla candidatura.

Tra questi Flavio Insinna, attore e conduttore televisivo, che ha invitato a superare l’immagine dei Castelli Romani come semplice meta delle gite fuori porta, per riconoscerli come una comunità capace di custodire tradizioni e, allo stesso tempo, produrre innovazione, conoscenza e bellezza.

«La cultura non è soltanto ciò che abbiamo ereditato: è soprattutto ciò che siamo capaci di creare insieme, nell’oggi e nel domani», ha affermato Insinna, ricordando anche il contributo di Giacomo Zito alla conoscenza del territorio.

Gabriella Carlucci, madrina dell’evento, ha richiamato la ricchezza millenaria dei Castelli Romani e raccontato un progetto di gemellaggio culturale tra Italia e Spagna, che coinvolge il Teatro romano del Tuscolo e quello di Maiorca, esprimendo il proprio augurio per il successo della candidatura.

Il baritono Pietro Spagnoli, protagonista dei maggiori palcoscenici lirici internazionali, ha descritto i Castelli Romani come «un grande palcoscenico a cielo aperto», sottolineando come la cultura viva pienamente quando diventa patrimonio di tutti.

La scienziata Laura Soucek, cresciuta ai Castelli Romani e oggi impegnata nella ricerca oncologica in Spagna, ha ricordato il profondo legame con la propria terra d’origine, esprimendo orgoglio per la possibilità di contribuire alla valorizzazione delle sue ricchezze culturali e umane.

Dal Messico sono arrivati i messaggi dei sociologi José Alberto Sánchez Martínez e Dulce Asela Martínez Noriega, entrambi docenti e ricercatori dell’Universidad Autónoma Metropolitana, che hanno espresso il loro sostegno internazionale alla candidatura.

A loro si è aggiunto Derrick de Kerckhove, sociologo e studioso della cultura digitale, che ha manifestato il proprio apprezzamento per il progetto.

Particolarmente sentito il messaggio di Lorena Bianchetti, conduttrice televisiva e radiofonica, che ha ricordato le proprie radici familiari a Velletri e il legame affettivo con i Castelli Romani, che ha definito «uno scrigno di arte, cultura e umanità».

Lo scrittore Aurelio Picca ha invece proposto un intenso viaggio nella storia e nel mito dei Colli Albani, dalle origini leggendarie di Roma alle testimonianze artistiche e antropologiche del territorio, ricordando come la conoscenza del passato sia indispensabile per progettare il futuro.

Il professor Walter Quattrociocchi, ordinario di Informatica alla Sapienza Università di Roma e direttore del Center for Data Science and Complexity for Society dell’Ateneo romano, ha raccontato il proprio legame personale e professionale con i Castelli Romani, sottolineando la capacità di questo territorio di generare ricerca e innovazione riconosciute a livello internazionale.

Sara Scarsella, chef stellata, proprietaria di due ristoranti ad Ariccia e Castel Gandolfo, ha richiamato il valore della cultura enogastronomica come parte integrante dell’identità castellana.

Un messaggio di sostegno è arrivato anche da Emanuela Bruni, giornalista e presidente del MAXXI, che ha ricordato il ruolo dei Castelli Romani nella storia della letteratura, dell’arte e dell’architettura, sottolineando il valore della partecipazione unitaria dei Comuni.

Il Comitato d’onore per la candidatura dei Castelli Romani a Capitale Italiana della Cultura 2029 riunisce personalità del mondo artistico, culturale, scientifico, giornalistico e dello spettacolo: Salvatore Aricò, Giorgio Battistelli, Lorena Bianchetti, Marco Branchi, Emanuela Bruni, Giuseppe Cerasa, Donato Citarella, Gaetano D’Amico, Emma D’Aquino, Derrick de Kerckhove, José Bragança de Miranda, Massimo Di Felice, Barbara Gallavotti, Flavio Insinna, Luigi Jovino, Gabriele Lavia, Dulce Asela Martínez Noriega, Flavia Mastrella, Vittorio Nocenzi, Aldo Onorati, Giorgio Parisi, Ivelise Perniola, Francesco Petrucci, Aurelio Picca, Walter Quattrociocchi, Antonio Rezza, Maria Pia Rossignaud, José Alberto Sánchez Martínez, Sara Scarsella, Laura Soucek, Pietro Spagnoli, Gian Marco Tognazzi, Dominika Zamara e Giacomo Zito.

Un insieme di competenze e sensibilità diverse, capace di rappresentare la pluralità di linguaggi e di esperienze che costituisce uno dei principali punti di forza della candidatura.

La presentazione del Comitato d’onore segna una nuova tappa del percorso avviato dal Consorzio Sistema Castelli Romani insieme ai 17 Comuni del territorio.

Dopo la presentazione del dossier “Castelli Romani | Castelli Domani”, avvenuta il 22 settembre a Villa Falconieri di Frascati, l’obiettivo è ora rafforzare ulteriormente la partecipazione delle istituzioni, delle associazioni, delle scuole, degli operatori culturali e dei cittadini.

La candidatura non rappresenta soltanto una competizione per ottenere un titolo prestigioso, ma anche un’occasione per consolidare un’identità territoriale condivisa, valorizzare le eccellenze locali e costruire nuove opportunità di sviluppo culturale, sociale ed economico.

Un progetto che guarda al 2029, ma che intende lasciare risultati duraturi, indipendentemente dall’esito della selezione. Perché, come emerso con forza dall’incontro di Palazzo Chigi, la vera sfida è trasformare la ricchezza delle tante identità dei Castelli Romani in una visione comune, capace di parlare all’Italia e al mondo.