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Clara Mennella-

Chiocciole, conosciamo meglio uno dei cibi del nostro futuro

Né carne, né pesce, ma chi sa dire di cosa parliamo quando si tratta di chiocciole? Innanzi tutto non chiamiamole lumache, per il semplice motivo che la chiocciola prende il nome dal caratteristico guscio a spirale, mentre le lumache non ne sono fornite. Se poi vogliamo essere precisi, il nome scientifico è Helix, che raggruppa diverse specie e che dà il nome all’elicicoltura, il guscio è in realtà una conchiglia e la chiocciola è un mollusco, proprio come le vongole e le telline, non si divide in genere femminile e maschile ma è un ermafrodita non autosufficiente che quindi si riproduce per accoppiamento. 

Queste nozioni di base sono utili per chiarirsi un po’ le idee e saperne almeno un pochino su quello che è candidato a diventare uno dei protagonisti della nostra alimentazione futura, insieme probabilmente a insetti e cavallette ma, come si dice, chi vivrà vedrà. Intanto negli ultimi 15 anni la richiesta e il consumo alimentare di chiocciole è cresciuto in maniera esponenziale e il prezzo sui mercati ha avuto un incremento di ben il 325%, rendendo le nostre chioccioline un affare di business molto interessante, senza trascurare però di sottolineare che l’allevamento è un’impresa piuttosto faticosa, ma che ripaga delle energie spese.

Per garantire la più alta qualità della materia prima e la resa gastronomica migliore per fragranza e sapore, è d’obbligo nutrire le chioccioline esclusivamente con vegetali, senza la somministrazione di mangimi. A questo proposito l’Associazione Nazionale Elicicoltori negli anni scorsi ha presentato presso l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo il primo disciplinare nel quale vengono stabiliti i requisiti fondamentali per gestire l’impianto di allevamento delle chiocciole.

È interessante dire che oggi le chiocciole sono presenti con almeno un piatto in quasi tutte le carte dei cuochi in Italia e che la chiocciola è davvero versatile, ci si può preparare un intero menù dall’antipasto al dolce.

Cibarsi di chiocciole è quindi una tradizione culinaria antica, ma anche una scelta attuale vista la sostenibilità degli allevamenti e un’opportunità di business per il futuro, offerta ad agricoltori e imprenditori. 

Per quanto riguarda il consumo domestico? Oggi è possibile reperire chiocciole fresche già spurgate, surgelate, piatti pronti, sughi, polpe, patè e anche dei vasetti di Perlage esclusivi, dedicati all’altissima gastronomia, sia nella GDO che dai grossisti, l’importante è affidarsi a brand che garantiscano la qualità e la provenienza.

 Vogliamo dimenticare anche le note proprietà cosmetiche della bava di lumaca? Per estrarre la bava dalle lumache si fanno camminare gli animaletti su speciali reticoli posti sopra vaschette che raccolgono il prezioso elemento senza uccidere né creare sofferenza nell’animale.

Quindi alzate le antenne! Le chiocciole continuano il loro cammino lento e inesorabile…. Sono quasi mute ma in futuro faranno parlare di sé!