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Ottavia Lavino-

Il genio, l’uomo, il padre: ad Ariccia una serata nel segno di Ennio Morricone

Una Sala Maestra gremita, il fascino senza tempo di Palazzo Chigi e una rassegna che continua a portare ad Ariccia protagonisti della cultura italiana. È in questo contesto che si è svolta la serata dedicata a Ennio Morricone, un appuntamento capace di coniugare letteratura, memoria e musica in un omaggio intenso e partecipato a uno dei più grandi compositori del Novecento.

L’iniziativa si è inserita nel cartellone culturale promosso dall’Accademia degli Sfaccendati, realtà che da anni rappresenta un punto di riferimento per la vita culturale dei Castelli Romani. Un progetto che porta la firma della direzione artistica di Giovanna Manci e Giacomo Fasola e che, attraverso le sue stagioni estive e invernali, continua a proporre eventi di elevato profilo, richiamando un pubblico sempre numeroso e attento.

Barbara Amodio

Ad aprire la serata è stata Barbara Amodio, voce recitante, che ha interpretato alcuni brani tratti dal libro “Ennio Morricone. Il genio, l’uomo, il padre”. Una lettura intensa e coinvolgente, capace di restituire tutta la profondità emotiva delle pagine dedicate al Maestro. Con sensibilità e misura, Barbara Mudio ha saputo accompagnare il pubblico all’interno di un racconto intimo e familiare, creando il clima ideale per il successivo incontro con l’autore.

A seguire, Giovanna Manci ha dialogato con Marco Morricone, figlio del celebre compositore e autore del volume insieme al giornalista Valerio Cappelli. L’incontro si è rivelato particolarmente interessante perché ha permesso di conoscere Ennio Morricone da una prospettiva diversa da quella alla quale il pubblico è abituato. Non il genio celebrato in tutto il mondo, autore di colonne sonore entrate nella storia del cinema, ma l’uomo, il padre, la persona che viveva lontano dai riflettori.

Marco Morricone

Attraverso ricordi personali e aneddoti di vita quotidiana, spesso raccontati con ironia e leggerezza, Marco Morricone ha condiviso con il pubblico episodi della propria infanzia e frammenti della vita familiare, offrendo il ritratto autentico di un uomo rigoroso, riservato e profondamente legato ai propri affetti. Un racconto che ha suscitato curiosità ed emozione, permettendo ai presenti di avvicinarsi al Maestro sotto una luce nuova e più intima.

Ad arricchire ulteriormente l’evento è stata una piccola mostra fotografica allestita negli spazi del palazzo con immagini messe a disposizione dallo stesso Marco Morricone. Fotografie che hanno contribuito a completare il racconto dell’uomo dietro l’artista, creando un suggestivo dialogo tra parole, immagini e memoria.

Da sin. Marco Morricone e Filippo Manci.

La seconda parte della serata è stata affidata alla musica, quella che ha reso immortale il nome di Ennio Morricone nel mondo. Sotto la direzione di Filippo Manci, l’Accademia degli Sfaccendati ha proposto un concerto di straordinaria qualità artistica, affidato agli strumentisti dell’Armonia Ensemble, al Coro Melos Ensemble e alla partecipazione del soprano Anastasia Demenchenko.

Il programma ha attraversato alcune delle colonne sonore più celebri del compositore romano. Le musiche dedicate al cinema di Sergio Leone, con brani tratti da Il buono, il brutto, il cattivo, C’era una volta il West e Giù la testa, hanno riportato alla memoria atmosfere epiche e inconfondibili. A queste si sono aggiunte le intense suggestioni di C’era una volta in America, Nuovo Cinema Paradiso, La Califfa, Sacco e Vanzetti e Mission, in un percorso musicale capace di evocare immagini, emozioni e ricordi condivisi da intere generazioni.

Particolarmente apprezzata l’interpretazione del soprano Anastasia Demenchenko, la cui voce ha contribuito a esaltare la componente lirica e spirituale di alcune delle pagine più celebri del repertorio morriconiano. L’intesa tra orchestra, coro e solista ha dato vita a un’esecuzione coinvolgente e raffinata, accolta dal pubblico con calorosi e convinti applausi.

Quella ospitata a Palazzo Chigi non è stata soltanto una celebrazione del grande compositore. È stata soprattutto l’occasione per conoscere più da vicino l’uomo che si celava dietro il genio creativo, attraverso i ricordi del figlio, le immagini di una vita privata custodita lontano dai riflettori e la forza evocativa di musiche che continuano a emozionare milioni di persone.

Il successo registrato nella Sala Maestra conferma ancora una volta il valore di una proposta culturale che, grazie al lavoro della direzione artistica di Giovanna Manci e Giacomo Fasola, dell’Accademia degli Sfaccendati e delle istituzioni del territorio, continua a offrire occasioni di incontro e di crescita culturale di alto livello. Una formula vincente che rende Ariccia sempre più protagonista della vita culturale dei Castelli Romani.

Per una sera, nella Sala Maestra di Palazzo Chigi, le note immortali di Ennio Morricone hanno lasciato spazio anche ai suoi ricordi più privati, quelli custoditi dalla memoria di un figlio.”