Dichiarazione del presidente del SCR Giuseppe De Righi.

«L’attività del Consorzio Sistema Castelli Romani si estrinseca oggi in più ambiti operativi, sinteticamente definiti, come da sottotitolo della ragione sociale: biblioteche, cultura e turismo. In effetti, a seguito di una complessa e laboriosa modifica dello statuto consortile approvata definitivamente nel 2022, dopo un’attenta analisi di tutti e 17 i Consigli comunali e la loro approvazione, lo scopo sociale, precedentemente monotematico rispetto alle biblioteche ed al sistema bibliotecario, ha subito un ampliamento verso altre attività: cultura e promozione del territorio a fini turistici, aggiungendo poi anche altre opportunità, che possono trovare modo di estrinsecarsi nel corso del tempo. A titolo esemplificativo l’attivazione del servizio civile universale come ente di accreditamento.
Il Consorzio, alle soglie dei trenta anni dalla sua costituzione nel 1997, rappresenta oggi una realtà importante e significativa per dare risposte sempre confacenti alle esigenze dei cittadini e delle comunità dei castelli romani, avendo dimostrato nel tempo lo spessore del proprio impegno e la qualità della propria attività, anche grazie all’impulso dei sindaci, che costituiscono l’Assemblea del Consorzio e dettano le linee di indirizzo politico.
Non a caso il sistema bibliotecario dei Castelli Romani rappresenta una buona pratica, altamente virtuosa, che offre alla popolazione servizi di alta qualità con personale di buona professionalità, nel quadro di costi operativi che, in una logica costi/benefici, assicura un risultato davvero encomiabile. Certo rimane ancora qualche discrepanza interna al sistema, qualche elemento di differenziazione operativa e qualitativa, che non assicura l’uniforme distribuzione dei servizi bibliotecari su tutto il territorio, creando anzi forti discrepanze interne tra i vari Comuni. Ciò a causa, peraltro, di diverse valutazioni delle singole amministrazioni, non sempre inclini ad una visione omogenea, condivisa e altamente qualitativa dell’organizzazione bibliotecaria.
Ed ecco allora che il trentennale della costituzione può e deve rappresentare un momento di riflessione dell’intera comunità dei Castelli Romani – i sindaci, gli assessori e consiglieri comunali, le associazioni e le aggregazioni di varia natura, gli imprenditori -, rimettendo al centro il ruolo, la funzione e lo sviluppo delle biblioteche comunali e puntando a condividere un percorso operativo che metta tutti i Comuni dei Castelli Romani in una condizione paritaria, capace di assicurare a tutti i cittadini dei vari comuni gli stessi diritti e le stesse opportunità. Sono assolutamente convinto che questa sia una questione ineludibile, di cui l’intera comunità castellana deve prendere consapevolezza e sulla quale l’Assemblea del Consorzio, cui partecipano tutti i sindaci, deve trovare una soluzione.
A questo aspetto, che rappresenta il compimento del disegno originario del Consorzio per il sistema bibliotecario, occorre oggi aggiungere la necessità di irrobustire la struttura del Consorzio, rafforzandone il ruolo e la funzione associativa, con lo scopo di individuare altri campi di cooperazione per servizi associati, sempre nell’ottica del migliore servizio ai cittadini e al territorio, attenti sempre al contenimento dei costi. Va tenuto presente che il Consorzio sistema Castelli Romani costituisce l’unico organismo di cooperazione e di realizzazione di attività dal crisma realmente democratico e partecipativo, che vede i Comuni protagonisti assoluti delle sue vicende, in quanto ne sono i proprietari, e i sindaci i veri soggetti capaci di imprimere la volontà e l’indirizzo all’ente. Per questo un Consorzio adeguatamente strutturato grazie al convinto sostegno dei Comuni, può costituire elemento di valorizzazione di un programma di sviluppo per l’intera area dei Castelli Romani, mettendo in comune servizi, risorse umane e finanziarie, e individuando obiettivi comuni di riferimento per la promozione dello sviluppo. D’altra parte siamo ormai una comunità di destino, che solo lavorando insieme può essere in grado di offrire a tutti i Comuni le giuste opportunità di sviluppo, cui nessuno può aspirare attraverso un lavoro solitario.
L’avvio della DMO come ente di promozione turistica del territorio, la partecipazione ai progetti di Servizio Civile Universale per i nostri giovani, il programma di facilitazione digitale, rappresentano attività già messe in campo, che possono servire da modello per altre iniziative di lavoro comune.
In conclusione mi preme richiamare l’attenzione di tutti su questi aspetti: faremo certo una celebrazione del trentennale del Consorzio con iniziative di valore e di significato; ma soprattutto faremo un gran bel servizio ai Castelli Romani se sfrutteremo l’occasione per condividere con maggiore intensità il percorso operativo di una nuova stagione per la cooperazione territoriale».













