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#FareRete: “Traditori di palazzo hanno anteposto ambizioni personali al benessere dei cittadini”

#FareRete esprime con fermezza la propria indignazione per quanto accaduto nelle ultime ore e sente il dovere di parlare chiaro ai cittadini che gli hanno accordato la loro fiducia.

I consiglieri Giulia Vinciguerra e Michele Mazza, eletti nelle fila della nostra maggioranza, hanno scelto di firmare un atto di sfiducia insieme alle opposizioni. Una scelta che non rappresenta né i valori che abbiamo portato in campagna elettorale, né i cittadini che ci hanno votato.

Non siamo stati informati. Non siamo stati consultati.

Una decisione presa nell’ombra, lontano dal confronto interno, lontano dalla trasparenza che ogni amministratore dovrebbe garantire a chi lo ha eletto. Vinciguerra e Mazza hanno anteposto interessi personali e politici all’interesse collettivo, tradendo il mandato che i cittadini avevano loro affidato.

Ma c’è un elemento che non possiamo ignorare: il ruolo tenuto in questa faccenda dall’Assessore Rossotti, che come ultimo atto presenta lui, per conto delle opposizioni, l’atto di sfiducia al protocollo del Comune.

L’Assessore Alberto Rossotti ha rassegnato le proprie dimissioni accompagnandole con una lettera al Sindaco dai toni istituzionali, in cui tenta di costruire una narrazione politica a supporto di questa operazione. #FareRete rispedisce al mittente, con fermezza, ogni singola affermazione contenuta in quella lettera.

Rossotti scrive di “accentramento delle decisioni” e “marginalizzazione delle sedi collegiali”. Questa affermazione è falsa e documentabile.

Questa amministrazione ha lavorato con un metodo preciso, trasparente e partecipato: due riunioni di Giunta a settimana, un Consiglio Comunale ogni mese, una riunione di maggioranza ogni martedì. I luoghi del confronto non solo esistevano: erano frequentati, partecipati, vivi.

Rossotti era presente. Rossotti ha partecipato. Rossotti ha condiviso.

Dov’era allora il dissenso? Quando è stato sollevato? In quale riunione di Giunta, in quale Consiglio Comunale, in quale riunione di maggioranza del martedi? Dove è riscontrabile?

La risposta è semplice: da nessuna parte. Perché quella crisi politica non esiste!

Rossotti scrive di “delegittimazione dei ruoli assessoriali”. Ma quali ruoli sono stati delegittimati in un’amministrazione che garantiva due Giunte a settimana, un Consiglio al mese e un tavolo di maggioranza ogni giovedì? Quali decisioni sono state sottratte al confronto collegiale? Rossotti non lo dice, perché non può dirlo.

L’unica divergenza concretamente rilevata nel corso di questo mandato è stata la questione dell’ampliamento della pianta organica dirigenziale, che avrebbe portato ad una possibile stabilizzazione del dirigente tecnico, in linea con le normative vigenti in materia PNRR. Una questione legittima, su cui il confronto c’è stato. Una divergenza che non giustifica assolutamente l’apertura di una crisi politica che comporta solo dei danni per i cittadini.A meno che non esistano altre ragioni — ragioni che Rossotti per ora ha scelto di non rendere note. E questo, in sé, è già una risposta.

Rossotti scrive di “libera espressione di posizioni divergenti percepita come ostacolo”. #FareRete lo dice chiaramente: il confronto interno è un valore che questa amministrazione ha praticato ogni settimana, con metodo e costanza. La costruzione di un’operazione politica nell’ombra, con le opposizioni, senza alcun confronto con la maggioranza, non è confronto democratico. È ben altro.

Rossotti richiama il rispetto delle istituzioni e dei ruoli. Ebbene: il rispetto delle istituzioni non si esercita firmando atti notarili con l’opposizione alle spalle dei propri alleati. Il rispetto dei ruoli non si pratica dimettendosi con una lettera costruita più per il pubblico che per il Sindaco.

Non sfugge, inoltre, come questa operazione si inserisca in un contesto politico che va ben oltre i confini di Grottaferrata. Le regie sovracomunali, i tavoli politici in studi privati, le ambizioni che guardano ad orizzonti più ampi di una giunta locale: tutto questo aleggia su questa vicenda con una presenza difficile da ignorare. I cittadini di Grottaferrata meritano di sapere anche questo.

Quello che emerge chiaramente tra le righe di quella lettera non è una crisi politica. Sono interessi personali politici mal celati, un’operazione costruita non per il bene di Grottaferrata ma per logiche che guardano altrove.

Saranno Rossotti, Vinciguerra e Mazza che dovranno spiegare ai cittadini di Grottaferrata — non ai noi, non agli alleati di convenienza — quali siano le ragioni reali di questa operazione. Con nomi, date e fatti concreti. Evitando lettere retoriche dal sapore patetico.

I cittadini di Grottaferrata meritano risposte vere, non comunicati costruiti per coprire manovre che nascono lontano da questa città.

#FareRete continuerà a lavorare con lealtà e coerenza per questa città, al fianco diMirko Di Bernardo, nel rispetto del mandato ricevuto dai tanti cittadini che si sono affidati alla nostra rappresentanza.

Chi ha tradito sa di cosa parliamo e il percorso è ancora lungo!

Gruppo Consiliare #FARERETE