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Ottavia Lavino-

FUORI vince a Madrid: il cortometraggio che nasce dal teatro e riporta al centro la salute mentale

Ci sono opere che non nascono soltanto per essere viste, ma per riaprire domande. FUORI, cortometraggio premiato come Miglior Corto all’European International Film Festival di Madrid, appartiene a questa categoria: un lavoro corale che attraversa teatro, cinema e impegno civile, e che trova nel linguaggio artistico uno spazio di riflessione sulla salute mentale.

Le radici: Basaglia e la rivoluzione dello sguardo

Alla base del progetto si colloca una riflessione profonda sulla trasformazione del concetto stesso di “cura” e di “persona”.

Lo psichiatra Franco Basaglia viene ricordato come una figura capace di rivoluzionare il pensiero psichiatrico italiano e non solo. Con il suo lavoro, culminato nella legge 180 del 1978, che portò alla chiusura dei manicomi, Basaglia contribuì a ribaltare la condizione delle persone internate, restituendo loro dignità, diritti e cittadinanza.

Prima di quella riforma, molti pazienti erano privati di libertà fondamentali: non potevano lavorare, né sposarsi, né votare. Erano spesso sottoposti a pratiche coercitive e ridotti a una condizione di isolamento sociale. Con Basaglia, negli ospedali psichiatrici iniziò un cambiamento radicale: gli spazi si aprirono, entrò l’arte, il lavoro, il dialogo tra pazienti, medici e operatori. Le persone tornarono ad essere ascoltate come tali, prima ancora che come “casi clinici”.

È in questo solco che si inserisce FUORI, come tentativo di riportare l’attenzione su un tema che, ancora oggi, fatica a trovare centralità nel dibattito pubblico.

La nascita del progetto

FUORI nasce inizialmente come progetto teatrale e viene presentato per la prima volta il 10 ottobre 2024 presso lo spazio dei Magazzini Teatrali, in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale e del centenario dalla nascita di Basaglia.

Un debutto che già conteneva la sua direzione: usare il teatro come luogo di ascolto e confronto, e l’arte come strumento per restituire complessità a un tema spesso semplificato o marginalizzato.

Le riprese del progetto cinematografico sono state realizzate presso l’ex Convento delle Orsoline, in via della Neve a Velletri, grazie alla concessione di Valentina Ilardi e Davide Mastrostefano, rafforzando così il legame tra opera e territorio.

Un lavoro collettivo

Il riconoscimento ottenuto a Madrid viene vissuto dagli autori come un risultato profondamente collettivo.

Il progetto ha visto la partecipazione di:

Piero Ronsini (riprese e montaggio), Giampiero Villa (colonna sonora), Marisa Fortebraccio (danzatrice), Antonella Consolandi (attrice), Emanuela Elisei (attrice), Enrico Lopez (attore), Enzo Toto (attore), Francesca Soffiati (attrice), Massimiliano Carosi (attore), Nam Ramellini (riprese), Anna Maria De Conteris (foto di copertina), oltre a Eliana Gallo e Fiorella Mammucari nel percorso teatrale originario.

Un ringraziamento speciale va anche a Francesca Tomasso, che ha rappresentato il gruppo a Madrid e ha letto il messaggio durante la cerimonia di premiazione.

Il premio a Madrid

All’European International Film Festival, ospitato a Madrid e dedicato al cinema indipendente internazionale, FUORI ha ricevuto il premio come Miglior Cortometraggio.

Un riconoscimento che assume un valore particolare per la natura stessa del festival, dedicato all’incontro tra culture e linguaggi cinematografici diversi.

Durante la premiazione è stato letto un messaggio che sottolinea il significato del lavoro:

«L’essere umano ha inventato delle parole bellissime, tra queste c’è la parola GRAZIE».

Nel testo si ringraziano gli organizzatori del festival per aver dato spazio a un’opera dedicata alla salute mentale, tema che spesso resta ai margini della produzione culturale e del dibattito pubblico, nonostante la sua urgenza sociale.

Una riflessione ancora aperta

Nel messaggio degli autori emerge anche una consapevolezza più ampia: la distanza tra le idee di riforma e la realtà quotidiana dei servizi dedicati alla salute mentale. La mancanza di risorse, la difficoltà dei centri diurni, la scarsità di personale specializzato sono elementi che mostrano come la “rivoluzione” avviata decenni fa non sia ancora compiuta.

Eppure, proprio per questo, progetti come FUORI cercano di riattivare una sensibilità collettiva, riportando l’attenzione su ciò che spesso resta invisibile.

Un percorso che continua

Il cortometraggio continua così un cammino iniziato nel teatro e proiettato oggi su un piano internazionale, senza perdere la propria origine.

«Pace e Libertà» sono le parole con cui si chiude il messaggio da Madrid: due termini semplici, ma densi, che sintetizzano lo spirito di un lavoro che non si limita a raccontare, ma cerca di aprire uno spazio di coscienza.

Perché, come ricorda una delle frasi che attraversano idealmente tutto il progetto, “da vicino nessuno è normale”.